Feb 24, 2026

UX e SEO: Come l’Esperienza Utente Influisce sul Posizionamento su Google

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UX e SEO: Come l’Esperienza Utente Influisce sul Posizionamento su Google

Per anni SEO e UX sono state trattate come due mondi separati.
Da una parte l’ottimizzazione tecnica per i motori di ricerca, dall’altra il design e l’esperienza utente.

Nel 2026 questa distinzione non regge più.
Google non valuta solo le parole chiave o i tag, ma anche come le persone interagiscono con il tuo sito.

UX e SEO oggi lavorano insieme.
E quando una delle due manca, i risultati si vedono subito.


Perché Google guarda l’esperienza utente

L’obiettivo di Google è semplice: offrire risultati utili e soddisfacenti.
Se un utente clicca su un sito e torna indietro dopo pochi secondi, qualcosa non ha funzionato.

Anche se Google non dichiara ufficialmente ogni singolo fattore, è chiaro che segnali come:

  • velocità di caricamento
  • stabilità della pagina
  • facilità di navigazione
  • compatibilità mobile
  • tempo di permanenza

influenzano il modo in cui un sito viene percepito e, di conseguenza, posizionato.

La UX diventa quindi un fattore indiretto ma determinante per la SEO.


Core Web Vitals: quando UX e SEO si incontrano

I Core Web Vitals sono l’esempio più concreto di questa integrazione.
Metriche come:

  • velocità di caricamento
  • reattività dell’interfaccia
  • stabilità visiva

non sono solo parametri tecnici.
Misurano la qualità dell’esperienza percepita dall’utente.

Un sito lento o instabile non penalizza solo l’esperienza, ma anche il posizionamento.


UX e tasso di rimbalzo

Un layout confuso, contenuti poco leggibili o call to action poco chiare aumentano il tasso di rimbalzo.
Quando gli utenti abbandonano rapidamente una pagina, Google interpreta il segnale come mancanza di soddisfazione.

Una UX chiara:

  • guida l’utente
  • facilita la comprensione
  • aumenta il tempo di permanenza
  • riduce gli abbandoni

E tutto questo contribuisce indirettamente a migliorare la SEO.


Mobile-first: un punto di contatto fondamentale

Google utilizza il mobile-first indexing.
Se l’esperienza su smartphone è scadente, anche il ranking ne risente.

Una UX mobile efficace significa:

  • testi leggibili
  • pulsanti cliccabili
  • layout adattivo
  • navigazione semplice

Mobile UX e SEO sono ormai inseparabili.


Struttura, gerarchia e contenuti

Una buona UX passa anche dalla struttura dei contenuti.
Titoli chiari, gerarchia coerente e paragrafi leggibili aiutano sia gli utenti sia i motori di ricerca.

Un contenuto ben organizzato:

  • migliora la comprensione
  • facilita la scansione
  • aiuta Google a interpretare la pagina

UX e SEO condividono lo stesso obiettivo: rendere le informazioni accessibili.


UX Writing e ricerca semantica

Anche le parole hanno un impatto.
Un testo scritto in modo chiaro, orientato all’intento di ricerca e coerente con le aspettative dell’utente aumenta la soddisfazione e la permanenza.

Google oggi analizza il contesto, non solo le keyword.
La qualità percepita diventa un fattore sempre più centrale.


UX, fiducia e autorevolezza

Un sito che funziona bene trasmette affidabilità.
Layout coerente, tempi rapidi, percorsi chiari: tutto contribuisce alla percezione di autorevolezza.

E l’autorevolezza è uno dei pilastri della SEO moderna.


Conclusione

UX e SEO non sono discipline separate, ma parti dello stesso sistema.
Un sito ben ottimizzato ma difficile da usare non durerà nel tempo.
Un sito usabile ma invisibile non genererà traffico.

In Dojo crediamo che il posizionamento non si costruisca solo con le parole chiave, ma con esperienze che funzionano davvero.
Quando l’utente trova ciò che cerca in modo semplice e veloce, Google se ne accorge.
E il ranking migliora di conseguenza.