Feb 24, 2026
Quando una persona atterra su una pagina web, non guarda tutto.
I suoi occhi seguono schemi precisi, si soffermano su alcuni elementi e ignorano altri.
L’eye tracking è la tecnologia che permette di analizzare questi movimenti oculari per capire dove cade l’attenzione, cosa viene notato e cosa passa inosservato.
Nel web design moderno, non è solo uno strumento di ricerca avanzato: è un modo concreto per progettare interfacce più efficaci.
L’eye tracking è una tecnica che registra i movimenti degli occhi mentre una persona osserva uno schermo.
Attraverso sensori o software specifici, è possibile capire:
Il risultato è spesso rappresentato con heatmap o mappe di fissazione, che mostrano visivamente le zone più osservate.
Molte decisioni di design vengono prese per intuizione o esperienza.
L’eye tracking aggiunge dati oggettivi.
Permette di verificare se:
In pratica, aiuta a capire se il design guida davvero l’occhio dell’utente o se crea distrazioni.
Una buona gerarchia visiva dovrebbe guidare lo sguardo in modo naturale.
L’eye tracking permette di testare se questo accade davvero.
Se le mappe mostrano che l’utente ignora elementi cruciali, significa che:
L’analisi dei movimenti oculari aiuta a correggere queste criticità prima che impattino sulle conversioni.
Gli studi di eye tracking hanno evidenziato alcuni comportamenti ricorrenti, come:
Conoscere questi pattern permette di posizionare in modo strategico titoli, immagini e call to action.
L’eye tracking è particolarmente utile nelle pagine orientate alla conversione.
Se l’utente guarda un’immagine ma ignora il pulsante di acquisto, il design va rivisto.
Analizzare dove cade lo sguardo aiuta a:
Guidare l’occhio significa guidare l’azione.
L’eye tracking professionale richiede strumenti specifici, ma molti principi possono essere applicati anche senza tecnologia avanzata.
Osservare sessioni utente, analizzare heatmap comportamentali o utilizzare strumenti di registrazione delle interazioni permette già di ottenere insight preziosi.
L’importante è testare e non basarsi solo su supposizioni.
L’eye tracking fornisce dati, ma non sostituisce il contesto.
Sapere dove guarda una persona è utile, ma bisogna capire anche perché.
I dati devono essere interpretati insieme a:
Altrimenti si rischia di ottimizzare solo l’attenzione, non l’esperienza complessiva.
L’eye tracking è uno strumento potente per migliorare l’interfaccia e verificare l’efficacia delle scelte di design.
Permette di trasformare intuizioni in dati e di costruire percorsi visivi più chiari e performanti.
In Dojo crediamo che un buon design non debba lasciare al caso il modo in cui viene osservato.
Guidare l’occhio significa progettare con consapevolezza.
E quando l’attenzione è guidata nel modo giusto, anche i risultati migliorano.
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