Feb 20, 2026

Come Sfruttare L’Eye Tracking Per Migliorare L’Interfaccia

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Come Sfruttare L’Eye Tracking Per Migliorare L’Interfaccia

Quando una persona atterra su una pagina web, non guarda tutto.
I suoi occhi seguono schemi precisi, si soffermano su alcuni elementi e ignorano altri.

L’eye tracking è la tecnologia che permette di analizzare questi movimenti oculari per capire dove cade l’attenzione, cosa viene notato e cosa passa inosservato.
Nel web design moderno, non è solo uno strumento di ricerca avanzato: è un modo concreto per progettare interfacce più efficaci.


Che cos’è l’eye tracking

L’eye tracking è una tecnica che registra i movimenti degli occhi mentre una persona osserva uno schermo.
Attraverso sensori o software specifici, è possibile capire:

  • dove si concentra lo sguardo
  • quanto tempo rimane su un elemento
  • in che ordine vengono osservate le informazioni
  • quali aree vengono ignorate

Il risultato è spesso rappresentato con heatmap o mappe di fissazione, che mostrano visivamente le zone più osservate.


Perché è utile nella progettazione digitale

Molte decisioni di design vengono prese per intuizione o esperienza.
L’eye tracking aggiunge dati oggettivi.

Permette di verificare se:

  • il titolo principale viene davvero notato
  • la call to action attira attenzione
  • le informazioni importanti sono visibili
  • l’utente segue il percorso previsto

In pratica, aiuta a capire se il design guida davvero l’occhio dell’utente o se crea distrazioni.


Eye tracking e gerarchia visiva

Una buona gerarchia visiva dovrebbe guidare lo sguardo in modo naturale.
L’eye tracking permette di testare se questo accade davvero.

Se le mappe mostrano che l’utente ignora elementi cruciali, significa che:

  • il contrasto è insufficiente
  • la dimensione non è adeguata
  • la posizione non è strategica
  • il layout è troppo affollato

L’analisi dei movimenti oculari aiuta a correggere queste criticità prima che impattino sulle conversioni.


Pattern di lettura comuni

Gli studi di eye tracking hanno evidenziato alcuni comportamenti ricorrenti, come:

  • lettura a “F” nelle pagine ricche di testo
  • scansione a “Z” nelle landing page
  • attenzione concentrata nelle prime aree visibili

Conoscere questi pattern permette di posizionare in modo strategico titoli, immagini e call to action.


Eye tracking e conversioni

L’eye tracking è particolarmente utile nelle pagine orientate alla conversione.
Se l’utente guarda un’immagine ma ignora il pulsante di acquisto, il design va rivisto.

Analizzare dove cade lo sguardo aiuta a:

  • rendere le call to action più evidenti
  • semplificare il layout
  • eliminare elementi che distraggono
  • migliorare il percorso visivo

Guidare l’occhio significa guidare l’azione.


Non serve sempre un laboratorio

L’eye tracking professionale richiede strumenti specifici, ma molti principi possono essere applicati anche senza tecnologia avanzata.

Osservare sessioni utente, analizzare heatmap comportamentali o utilizzare strumenti di registrazione delle interazioni permette già di ottenere insight preziosi.

L’importante è testare e non basarsi solo su supposizioni.


Attenzione agli eccessi

L’eye tracking fornisce dati, ma non sostituisce il contesto.
Sapere dove guarda una persona è utile, ma bisogna capire anche perché.

I dati devono essere interpretati insieme a:

  • obiettivi del sito
  • contenuti
  • comportamento reale
  • metriche di conversione

Altrimenti si rischia di ottimizzare solo l’attenzione, non l’esperienza complessiva.


Conclusione

L’eye tracking è uno strumento potente per migliorare l’interfaccia e verificare l’efficacia delle scelte di design.
Permette di trasformare intuizioni in dati e di costruire percorsi visivi più chiari e performanti.

In Dojo crediamo che un buon design non debba lasciare al caso il modo in cui viene osservato.
Guidare l’occhio significa progettare con consapevolezza.
E quando l’attenzione è guidata nel modo giusto, anche i risultati migliorano.