Jan 23, 2026

Ogni anno qualcuno annuncia la morte dell’email marketing.
E ogni anno l’email continua a generare risultati concreti, spesso superiori a molti altri canali.
Nel 2026 l’email marketing non è superato: è più selettivo, più strategico e più efficace.
A patto di usarlo nel modo giusto.
L’email ha una caratteristica che pochi canali possono vantare:
è uno spazio proprietario.
Non dipende da algoritmi social, non scompare in un feed affollato e arriva direttamente nella casella di posta di una persona che ha scelto di riceverti.
Questo rende l’email marketing:
Nel 2026, in un ecosistema digitale sempre più frammentato, questo è un vantaggio enorme.
Molte newsletter falliscono perché vengono usate come semplici comunicazioni promozionali.
Sconti, offerte, annunci continui.
Le email che funzionano, invece, portano valore prima di chiedere qualcosa.
Informano, spiegano, accompagnano.
Quando l’email è percepita come utile, viene aperta.
Quando è percepita come rumore, viene ignorata o disiscritta.
Nel 2026 l’email marketing è sempre meno “one to many”.
Segmentazione e personalizzazione non sono optional.
Inviare il messaggio giusto alla persona giusta, nel momento giusto, fa tutta la differenza.
Questo significa:
L’email non è una singola comunicazione, ma una relazione che si costruisce nel tempo.
Le automazioni sono il vero punto di forza dell’email marketing moderno.
Permettono di essere presenti senza essere invadenti.
Email di benvenuto, follow-up, contenuti educativi, reminder:
tutto può essere progettato per accompagnare l’utente senza forzature.
Nel 2026 l’automazione non serve a “vendere di più”, ma a comunicare meglio.
Aprire un’email è un gesto di fiducia.
Chi la riceve ti sta concedendo attenzione, tempo e spazio personale.
Per questo tono, frequenza e contenuto sono fondamentali.
Un’email scritta bene rafforza il brand.
Una scritta male lo danneggia.
L’email marketing nel 2026 è uno dei canali più redditizi proprio perché è meno affollato di altri.
Funziona quando è strategico, umano e coerente con il brand.
In Dojo crediamo che l’email non serva a “sparare messaggi”, ma a costruire relazioni.
E nel digitale, le relazioni sono ancora ciò che genera i risultati migliori.
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