Jan 23, 2026

Un sito web non è davvero efficace se non può essere utilizzato da tutti.
L’accessibility design parte da questo principio semplice, ma spesso ignorato: progettare esperienze digitali che funzionino anche per chi ha esigenze diverse, temporanee o permanenti.
Nel 2025 e nel 2026, parlare di accessibilità non significa solo rispettare delle linee guida.
Significa costruire siti migliori, più chiari, più usabili e più solidi nel tempo.
L’accessibility design è l’insieme di pratiche che rendono un sito utilizzabile dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente da abilità fisiche, sensoriali o cognitive.
Include situazioni come:
L’accessibilità non riguarda “una minoranza”: riguarda tutti, prima o poi.
Molti pensano che l’accessibilità sia un costo o una complicazione.
In realtà è l’opposto.
Un sito accessibile:
Google stesso premia i siti che offrono una buona esperienza a tutti gli utenti.
Accessibilità, UX e SEO sono sempre più allineate.
Uno dei miti più duri da smontare è che un sito accessibile debba essere “brutto” o limitato.
L’accessibility design non elimina la creatività: la disciplina.
Un buon progetto accessibile è:
Colori, tipografia e layout possono essere curati senza sacrificare il contrasto, la chiarezza o la navigabilità.
Creare un sito inclusivo non richiede soluzioni complesse, ma attenzione costante ai dettagli.
Font leggibili, dimensioni adeguate, interlinea corretta e paragrafi ben separati migliorano la comprensione per tutti.
Un contrasto sufficiente tra testo e sfondo è fondamentale.
Il colore non dovrebbe mai essere l’unico mezzo per comunicare un’informazione.
Un sito deve poter essere navigato anche senza mouse.
Focus visibili, ordine logico e controlli accessibili sono elementi essenziali.
Ogni immagine significativa dovrebbe avere un testo alternativo descrittivo.
Questo permette ai lettori di schermo di interpretare correttamente i contenuti.
Titoli, liste e sezioni devono essere strutturati in modo corretto.
Una buona semantica aiuta sia l’accessibilità che la SEO.
Nel 2026 l’accessibilità non è solo una buona pratica, ma anche una scelta di responsabilità.
Sempre più normative richiedono siti accessibili, soprattutto per enti pubblici e aziende che offrono servizi digitali.
Ma al di là degli obblighi, l’accessibilità comunica un messaggio chiaro:
il brand si prende cura delle persone.
Ed è un messaggio che rafforza fiducia, reputazione e credibilità.
Uno degli errori più comuni è trattare l’accessibilità come una lista da spuntare a fine progetto.
In realtà deve essere integrata fin dall’inizio, insieme a UX, UI e sviluppo.
L’accessibilità non è qualcosa che si “aggiunge dopo”.
È una qualità che si costruisce passo dopo passo.
L’accessibility design non serve solo a includere, ma a migliorare.
Rende i siti più chiari, più robusti e più facili da usare per chiunque.
In Dojo crediamo che un buon progetto digitale debba funzionare per tutti, senza eccezioni.
Perché l’inclusività non è un vincolo, ma una forma di qualità.
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