Feb 3, 2026

Avere traffico non basta.
Un sito può ricevere migliaia di visite al mese e comunque non portare risultati concreti.
Nella maggior parte dei casi, il problema non è il marketing, ma l’esperienza utente.
La UX influisce direttamente sul tasso di conversione perché determina quanto è facile, chiaro e naturale per una persona compiere un’azione.
Nel 2025 e nel 2026, dove l’attenzione è minima e le alternative sono infinite, ogni frizione diventa una conversione persa.
Una conversione non è solo una vendita.
È qualsiasi azione che avvicina l’utente all’obiettivo del sito.
Può essere:
La UX lavora proprio su questo: ridurre lo sforzo necessario per arrivarci.
Prima ancora di cliccare, l’utente giudica.
In pochi secondi decide se il sito è affidabile oppure no.
Una UX curata trasmette:
Un sito confuso, lento o incoerente genera diffidenza.
E senza fiducia non esiste conversione.
Ogni ostacolo lungo il percorso dell’utente abbassa il tasso di conversione.
Frizioni comuni:
La UX efficace non aggiunge elementi, li toglie.
Ogni semplificazione migliora la probabilità che l’utente completi l’azione.
Molti siti falliscono perché chiedono all’utente di capire troppo.
Cosa devo fare? Dove clicco? Cosa succede dopo?
Una buona UX elimina queste domande prima che nascano:
Quando l’utente capisce subito cosa fare, converte di più.
La UX non riguarda solo il layout, ma anche come sono scritti i contenuti.
Parole confuse creano la stessa frizione di un pulsante nascosto.
Microcopy, etichette, messaggi di errore e call to action fanno parte dell’esperienza.
Scritti bene, accompagnano.
Scritti male, bloccano.
UX e UX Writing lavorano insieme per guidare l’utente senza forzarlo.
La maggior parte delle prime interazioni avviene da smartphone.
Se l’esperienza mobile è scadente, la conversione non avverrà mai, nemmeno da desktop.
Una UX mobile efficace:
Mobile UX e conversione sono ormai inseparabili.
La velocità è UX.
Un sito lento comunica inefficienza e fa perdere utenti prima ancora che vedano l’offerta.
Ogni secondo di attesa riduce le probabilità di conversione.
Migliorare le performance significa migliorare direttamente i risultati di business.
La UX non si “fa una volta e basta”.
Va testata, osservata e migliorata nel tempo.
Analizzare i comportamenti degli utenti, capire dove si bloccano e intervenire sui punti critici è ciò che distingue un sito che converte da uno che si limita a esistere.
La UX è uno dei fattori più potenti per aumentare il tasso di conversione di un sito.
Non perché convince, ma perché rende tutto più semplice.
In Dojo crediamo che un buon sito non debba spingere l’utente a fare qualcosa, ma accompagnarlo nel modo più naturale possibile.
Quando l’esperienza funziona, la conversione è solo una conseguenza.
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